giovedì 2 agosto 2012

Cosa ci nasconde la storia?

“Chi controlla il presente controlla la storia, chi controlla la storia controlla il presente” (“1984”, George Orwell).

Cominciando ad incuriosirsi alla realtà circostante risulta evidente come qualunque disciplina, storia, scienza o economia, sia basata su dogmi. Il dogma è una verità assoluta che non ha prove della sua validità e non ammette obiezioni. Un dogma permette che un fenomeno risulti VERO perché così hanno deciso le autorità di riferimento.

Il metodo sperimentale prevede invece che ogni ipotesi, per poter essere ritenuta valida, debba essere confermata.

Purtroppo non sempre si procede in questo modo. L'ipotesi iniziale in molti casi diventa un dogma anche se non scientificamente dimostrata, e, non sono accettate critiche. Ciò può accadere per mantenere inalterate le strutture gerarchiche all'interno di una disciplina o perché nuove scoperte porterebbero una perdita di profitti o di "controllo".

E' DOGMA della storia l'evoluzione lineare: cioè che l'uomo si sia evoluto costantemente (da uomini primitivi, alle tribù, alle civiltà antiche, etc.), quindi che mai in passato sia arrivato all'attuale sviluppo tecnologico.

Analizzando la storia delle Piramidi è però possibile mettere in in crisi l'attuale visione della storia e la sua cronologia temporale.

Tra le grandi piramidi egizie analizziamo la grande piramide di Cheope (la più alta) e la sfinge.

La teoria ufficiale:
“La Piramide di Cheope a Giza, anche detta Grande piramide, è l'unica delle sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino a noi, nonché la più grande piramide egizia e la più famosa piramide del mondo. È situata nel complesso della necropoli di Giza, vicino al Cairo in Egitto. Costruita, si presume, intorno al 2570 a. C, è rimasta l'edificio più alto del mondo per circa 3800 anni. Eretta da Cheope, della IV dinastia dell'Egitto antico come monumento funebre è stata realizzata dall'architetto reale Hemiunu... Come ci narra Erodoto, furono utilizzati circa centomila uomini che lavorarono per circa quarant'anni alla costruzione della piramide.”
Ad una lettura superficiale sembra non ci sia niente di strano, ma alcuni particolari vanno analizzati con attenzione, e prendendo informazione dalle stesse fonti ufficiali: “Hemiunu (2570 a.C.) è stato un visir, architetto e sacerdote egizio durante la IV dinastia. Gli viene tradizionalmente attribuita la progettazione della Grande piramide di Cheope presso il quale fu sovrintendente dei lavori del re.”
E' opportuno porre attenzione sulla frase “gli viene TRADIZIONALMENTE attribuita”. Cioè, per tradizione, e non a seguito di prove è stato stabilito che Hemiunu fosse il progettista della grande piramide. Ciò significa che a chiunque potrebbe essere attribuita la costruzione della grande piramide. Non ci sono prove.

Erodoto (greco: ‘Ηρόδοτος, Herodotos; Alicarnasso, 484 a.C. – Thurii, 425 a.C.) è stato uno storico greco antico che ha redatto il documento più antico sulle piramidi. Mettendo a confronto le date della presunta realizzazione della piramide di Cheope (2570 a.C.) e la nascita di Erodoto (484 a.C.) risulta subito evidente che tra i due c'è un salto di 2086 anni. Se il documento più antico di cui disponiamo è un documento redatto da una persona vissuta 2086 anni dopo l'evento descritto, come può essere attendibile? E' ovvio che la descrizione di Erodoto è un racconto, più che una un documento valido e attendibile.

Un elemento da tenere in considerazione in questa analisi è la differenza della tecnica di costruzione delle grandi piramidi rispetto a tutte le altre costruzioni egizie. Immaginate una civiltà che tecnologicamente è in grado di costruire solo capanne ma in un momento della propria storia riesce a costruire grattacieli per poi tornare nuovamente a costruire capanne. È evidente che qualcosa non quadra.

La piramide di Cheope è allineata con i quattro punti cardinali con un errore di 0,015%, il che risulta essere stupefacente per uomini che uscivano dalla preistoria.

La costruzione è stata realizzata con blocchi di pietra alti 1,40 metri alla base, per arrivare ad essere alti 50 cm al 17° corso di pietre, per tornare ad essere nuovamente più grandi fino a raggiungere blocchi del peso di 15 tonnellate a 90 metri d'altezza.

A differenza delle altre piramidi realizzate in mattoni di argilla, le piramidi che stiamo analizzando non sono monumenti funerari: all'interno non presentano ornamenti nè geroglifici. E a cosa servivano?

Inoltre, secondo le date assegnate alle grandi piramidi, lo sviluppo della tecnologia necessaria per realizzarle, sarebbe dovuto avvenire in un breve lasso di tempo: 200 anni circa, al termine del quale le conoscenze acquisite sarebbero andate perdute.
Resta inoltre il mistero di come si potesse intagliare e trasportare enormi blocchi di pietra.

La grande sfinge, scolpita su un unico blocco di roccia, permette di ricavare ulteriori informazioni.

Un grosso indizio ce lo fornisce l'erosione, che come dimostra una prova ufficiale:
“Sul corpo della sfinge sono presenti evidenti segni di erosione dovuti all'esposizione continua all'acqua piovana, ipotesi accettata dalla comunità scientifica. L'egittologia ufficiale non sa come spiegare questo fatto, considerando che le ultime piogge in grado di sortire tali effetti nella regione di Giza risalgono alla fine dell'ultima glaciazione.”
Va sottolineato che la testa della grande sfinge, che raffigura il volto di un faraone è sproporzionata rispetto al resto del corpo: è più piccola. Questa "riduzione" potrebbe essere stato causato da una rimodellazione del volto avvenuta in tempi successivi alla sua realizzazione. A conferma di questa ipotesi possiamo riscontrare l'assenza sul volto dei segni d'erosione presenti sul resto del corpo.

E' inequivocabile che le piramidi, data la loro posizione e disposizione, abbiano una qualche relazione con le costellazioni. A fronte di ciò, tornando ad analizzare la sfinge, è indiscutibile che il corpo raffiguri un leone. Poichè il volto è stato riscolpito in epoca più recente è logico ipotizzare che il volto originale raffigurasse un leone.

Un'ipotesi più attendibile sull'età della sfinge è di almeno 13000 anni, come ci suggeriscono i segni dell'erosione.

Poichè la genialità di tutte le cose sta nella visione d'insieme, analizziamo le piramidi da un altro punto di vista.

Tutti sanno che nel mondo esistono numerose piramidi, ognuna con una forma caratteristica (pensate alle piramidi Maya che differiscono da quelle egizie), ma le piramidi classiche di Giza (esattamente piramidali) sono attribuite solo agli egiziani. Dalla lettura di un qualsiasi libro di storia veniamo a conoscenza che gli egiziani hanno sempre vissuto lungo le sponde del Nilo, senza mai allontanarsi da esso. Di conseguenza se davvero fossero stati loro a costruire le grandi piramidi, esse sarebbero un’esclusiva del solo Egitto. Questa teoria è messa a dura prova dal ritrovamento nel mondo di altre piramidi come quelle egizie. In particolare va precisato che la piramide di Cheope non è la più alta del mondo. La piramide più alta mai ritrovata è la Piramide del Sole situata a Visoko in Bosnia.
Non solo, un gruppo di ricercatori americani e francesi, proprio in questi giorni, ha confermato il ritrovamento di una gigantesca piramide posata sul fondo dell'oceano a 600 metri di profondità al largo delle Bahamas. Questa piramide supererebbe in dimensioni la piramide di Giza, e dalle prime osservazioni sembrerebbe costruita con un unico mastodontico blocco traslucido simile al cristallo. Questa notizia però non è nuova alle persone interessate all'argomento. Nell’estate del 1991, l'oceanografo Verlag Meyer, durante una conferenza stampa a Freeport comunicò che durante una scansione del fondale con il sonar nella zona del "Triangolo delle Bermuda", la sua squadra trovò due piramidi gigantesche, più grandi delle Piramidi di Giza.

Se la notizia venisse ufficializzata gli archeologi si troverebbero costretti a trovare una spiegazione alla presenza di una piramide di cristallo sul fondo dell'oceano. A complicare ulteriormente le cose sarebbe la datazione da attribuire a queste opere. A quanto risale l'ultimo grande cataclisma che possa avere inondato queste terre? Possibile che Atlantide non sia solo un mito narrato da Platone, ma sia veramente esistita?

Inoltre la localizzazione delle piramidi in tutto il mondo suggerisce che nel passato sia esistita un'antica, evoluta e globale civiltà.

L'idea di storia lineare che abbiamo è con ogni probabilità sbagliata, mentre sempre più prove avallano l'ipotesi di una storia ciclica. A conferma di questo ci sono numerosi ritrovamenti di oggetti artificiali altamente elaborati (alcuni impossibile da realizzare tutt'ora) durante gli scavi nelle miniere (risalenti anche ad alcuni milioni di anni fa). Sarebbe utile sapere come mai queste antiche civiltà si siano estinte. Si può ipotizzare come causa dei cataclismi naturali: diluvio universale, terremoti, o fenomeni similari. Non possiamo però scartare l'ipotesi dell'autodistruzione... in quest'ultimo caso dovremmo riflettere sull'attuale situazione della nostra società (ai numerosi armamenti nucleari) ed alla possibilità che l'estinzione della nostra civiltà (meglio dire inciviltà) sia quanto mai vicina.

domenica 15 aprile 2012

Indottrinamento scolastico


Morpheus: “Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c'è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo. Non sai bene di che si tratta, ma l'avverti. Tu sai di cosa sto parlando... “

Neo: “Di Matrix.”

Morpheus: “Ti interessa sapere di che si tratta, che cos'è? Matrix è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.”

Il film “Matrix” mostra un mondo virtuale creato dai computer per imprigionare le persone. La parola “matrix” viene associata infatti a dei computer. Ma come ci chiarisce l'ultima parte del discorso (“E' il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità”) “matrix” non è un sistema di computer, ma è una “percezione” del mondo. Ognuno di noi percepisce gli eventi che lo circondano in maniera differente, è per questo che ad una persona può piacere qualcosa che ad un altra non piace. La differente percezione del mondo crea le diversità nelle culture e rende vero il detto “il mondo è bello perché è vario”. Così ognuno di noi si crea nella sua mente una sua propria visione del mondo che purtroppo può essere distorta ed uniformata nella massa.
Con le religioni prima, l'istruzione scolastica dopo ed i media poi, è stata data una visione del mondo tale da renderci schiavi (con la globalizzazione si sta uniformando la percezione della società distruggendo intere culture ed imponendone una sola: quella capitalista). In questo articolo parleremo dell'istruzione scolastica, sottolineando però che anche le religioni sono una forma d'istruzione [particolarmente efficace per “istruire” persone “non colte”, basandosi su precetti ed indicazioni, che come sostengono gli intermediari (preti, rabbini, etc.) sono suggeriti direttamente dalla divinità].
Per poter discernere le menzogne dalla realtà l'essere umano è dotato di una caratteristica peculiare: l'intelligenza.
Cercando su un dizionario possiamo trovare la seguente definizione di “intelligenza”: “capacità di cogliere i nessi esistenti fra i vari momenti dell'esperienza – capacità di intendere, pensare, giudicare”. La suddetta intelligenza è una caratteristica fisica e, come tale, per essere sviluppata ha bisogno di esercizio costante. Come i muscoli si fortificano se sottoposti regolarmente ad esercizio, così le nostre capacità intellettuali si potenziano allenando la nostra mente. Oggigiorno però il potenziamento di questa caratteristica è stato notevolmente “limitato”. Molte persone infatti sono portate erroneamente a pensare che conseguire titoli di studio sia indice del raggiungimento di un buon livello d'intelligenza. In realtà, l'istruzione, nella maggior parte dei casi, non è volta a sviluppare l'intelligenza delle persone, bensì ad uniformare il modo di pensare di esse a vantaggio della classe dominante. L'attuale sistema d'insegnamento è basato sul superamento di check point (interrogazioni, esami, etc.). La capacità di sostenere tali esami è quasi esclusivamente supportata dalla capacità mnemonica dello studente. Così la Scuola spesso genera uomini “archivio” trasformando gli studenti in database di informazioni. Va sottolineato tra l'altro che non è possibile immagazzinare una così vasta mole di dati all'interno della nostra mente, e dopo poche settimane dal sostenimento dell'esame, lo studente dimenticherà buona parte di ciò che aveva appreso; quindi, che senso ha far sostenere ai giovani queste prove mnemoniche che arrecano ansia e angoscia senza arrecare alcun apprendimento di contenuti “pratici”? L'obiettivo di questo tipo di istruzione non è quello di elevare culturalmente lo studente, ma quello di far capire al suddetto soggetto che potrà proseguire solo se farà esattamente ciò che gli è stato “suggerito”.
Questo è un primo condizionamento: dobbiamo fare quello che ci dicono!
Questo schema di condizionamento permane anche dopo aver terminato la scuola, ottenendo così che le persone non pensino più, ma eseguono!
L'apice di questa “robotizzazione” delle persone si ha nelle forze dell'ordine e tra i militari. La maggior parte di queste persone sono state indottrinate e hanno perso il loro senso critico. Il loro compito non è infatti quello di pensare, ma di obbedire.
Kissinger ha definito i militari “animali ignoranti da utilizzare come pedine in politica estera”.

Come secondo condizionamento si ha l'incoraggiamento alla competizione invece della cooperazione. La competizione è spronata dalle valutazioni che gli alunni ricevono e dalla derisione di quelli che non ottengono buoni punteggi. Le insegnanti cominciano a dire ai loro studenti cosa DEVONO fare. La vita dei ragazzi diventa così una vita piena di doveri..devi fare i compiti, devi studiare, devi prendere la sufficienza...ma una vita di soli doveri non è una vita, è una schiavitù. Ecco perchè a nessun bambino piace andare a scuola (ve ne meravigliate?).

Inoltre il metodo scolastico riesce spesso a far detestare il piacere di “leggere”. La scuola dovrebbe essere invece un luogo di libertà dove gli studenti non hanno classi e materie prestabilite, ma possono scegliere quali temi approfondire in base ai loro interessi e attitudini.
La scuola dovrebbe essere un insieme di laboratori pratici tali da sollecitare la curiosità dei ragazzi e supportare la pratica con la teoria. In una scuola del genere gli studenti potrebbero scegliere di volta in volta a quale lezione assistere e formarsi come desiderano. In un ambiente di questo tipo ci potrebbe essere qualcuno che trova passione per la chimica e letteratura, e qualcun'altro che invece la trova nella fisica e nella matematica... Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a far niente, ma lo farebbe per puro piacere.
Quanti di noi hanno studiato integrali e derivate ed oggi non si ricordano più niente? E quanti hanno dovuto memorizzare le poesie di Alfieri o Petrarca ed oggi non si ricordano nemmeno il titolo delle suddette poesie? Il motivo per cui non le ricordiamo è perché non attiravano la nostra attenzione o non ci sono risultate “utili” nelle nostre attività quotidiane. Perché allora non terminare in anticipo il programma d'insegnamento o scegliere di approfondire un'altra disciplina? E' complesso provare ad immaginare una Scuola in cui non esiste un percorso prestabilito, forse perché diventerebbe impossibile “etichettare” le persone in base agli studi effettuati.
Facciamo un esempio: Una persona che finisce un Corso di Laurea in Medicina verrà considerata un medico. E in base a questa “etichetta” si presumerà che codesta persona sia a conoscenza di tutto ciò che c'è da sapere circa la salute; ci si aspetta anche che sia in grado di supportarci per eventuali disturbi/malattie, ma non necessariamente quella persona è in grado di aiutarci. Esiste una differenza enorme tra un dottore ed un altro, e non è certo il titolo di studio a rendere una persona “medico”. Se un medico ottiene scarsi risultati (e quindi non riesce a curare le persone) in base a cosa dovrebbe essere considerato tale? Che differenza c'è tra lui ed un meccanico?
I percorsi di studio già stabiliti impediscono alla civiltà di progredire facendo credere alle persone di essere completamente ferrati su un argomento e di conoscere al riguardo delle “verità assolute”. Tutto ciò che pensiamo di conoscere non è la realtà, ma una spiegazione che noi umani abbiamo dato della realtà. La stessa matematica, ritenuta la regina delle scienze, è frutto di una nostra invenzione (es. i numeri complessi, paradossi matematici che secondo la matematica stessa non dovrebbero esistere). Pertanto sarebbe opportuno smettere di obbligare i giovani a frequentare corsi “preconfezionati” di studio, ma dare loro l'opportunità di formarsi come meglio credono, aprendo i propri orizzonti e non limitandosi a conoscere soltanto un particolare settore.

“Un utile strumento per sviluppare le capacità intellettuali è praticare filosofia. Fate attenzioni non vi sto dando un consiglio, chi sono io per darvi consigli? No, non è un consiglio, ma una condivisione di un pensiero. Come due pazienti ricoverati nella stessa stanza, penso ad alta voce e condivido i farmaci con i miei vicini.” (Seneca)

La filosofia pone domande e così facendo ci costringe a ragionare.
L'intelligenza è data all'uomo per dubitare. Il dubbio è all'origine della saggezza.

Claudio & Dania

domenica 18 marzo 2012

La Paura


Tutti nel corso della vita si trovano a fare delle scelte: scelte lavorative, scelte economiche, scelte mediche... E' opinione condivisa che queste decisioni vengono prese in totale autonomia e chi le mette in atto ne è totalmente responsabile. In realtà non sempre è così: esistono modi per imporre delle precise volontà lasciando che abbiano sembianze di "libere scelte".
Queste strategie per “imporre” sono basate sullo sfruttamento delle emozioni: in particolar modo della paura. I grandi finanzieri, i governanti, i titolari di case farmaceutiche e tanti altri, per realizzare i loro sporchi piani, hanno bisogno dell'acquiescenza dei popoli e sfruttano la paura per ottenerla.

Se i popoli non avessero più paura, tutti i diabolici piani di dominio di queste persone (es. patto di stabilità, cessione di sovranità, etc..) sarebbero irrealizzabili.


Ma la paura cos'è?


Può essere definita come “un intenso turbamento misto a preoccupazione ed inquietudine per qualcosa di reale o di immaginario che è o sembra atto a produrre gravi danni o a costituire un pericolo attuale o futuro”.


Questo turbamento porta con sé alcune caratteristiche:


  • difficoltà di applicazione intellettiva;

  • fuga;

  • protezione istintiva del proprio corpo (cuore, viso, organi genitali);

  • ricerca di aiuto;

  • calo della temperatura corporea;

  • sudorazione;

  • aumento adrenalinico;

  • aumento dell'ansia.

E quali sono le caratteristiche che risultano utili a chi governa per poter ottenere acquiescenza per le loro malefatte?



Difficoltà di applicazione intellettiva

Questa caratteristica indica che in presenza di paura tendiamo a non ragionare, ed a non avere un approccio logico alla situazione, con la conseguenza che non riusciamo a capire se la situazione è minacciosa.



Ricerca di aiuto

Con la capacità di ragionamento ridotta e lo stato di “emergenza” per un pericolo (reale o immaginario), la persona in preda alla paura cercherà un supporto per uscire da questa situazione. Come aiuto accetterà qualunque cosa purché la rassicuri. E' chiaro che anche un “aiuto” controproducente andrà bene purché riesca ad essere rassicurante (la persona in preda alla paura non è in grado di fare valutazioni, nemmeno sull'aiuto che gli è stato offerto).



Aumento dell'ansia

Stato emotivo spiacevole, accompagnato da senso di oppressione, eccitazione e timore di un male futuro, la cui caratteristica principale è la scomparsa o la notevole diminuzione del controllo volontario e razionale della personalità.



Tutto ciò cosa significa?

Quando siamo impauriti facciamo quello che ci dicono di fare senza riflettere!

Quale stato emotivo migliore potrebbe desiderare chi governa per compiere ciò che vuole?

Guardando la televisione è evidente che imperversa la crisi economica e gli stessi che l'hanno provocata alimentano la paura descrivendo scenari da apocalisse e rassicurando la popolazione che con le loro “medicine” tutto ciò sarà evitato. Basta soffermarsi un attimo, uscire dallo stato di paura indotto e riflettere, per capire che queste “medicine” sono in realtà “veleni” e chi li propone sono “assassini.”

Anche a voi sarà capitato di utilizzare la paura per manipolare qualcuno... rifletteteci bene.

Non vi è mai capitato di dire ad un bambino: “se non fai il bravo arriva l'uomo nero che ti porterà via”. Oppure “se non fai i compiti Babbo Natale non ti porterà niente”, e potremo trovare altri mille esempi.

Anche voi avete ricevuto queste “minacce”, solo che siete cresciuti e avete compreso che quelle cose che vi dicevano erano solo bugie. Ciò di cui non sospettate è che esistono bugie anche per i “grandi” e passiamo tutta la vita in stato di paura, facendo cosa gli altri ci dicono e rinunciando a vivere.

E' quindi giunta l'ora di cominciare a vivere abbandonando la paura.

“La paura ci intrappola, tenendoci impegnati altrove, anziché sul presente. Tutti vorremmo avere più tempo e meno paure, pur non capendo che invece di impiegare il tempo a desiderarne altro, dovremmo accontentarci e vivere di quello che abbiamo.” [Seneca]

Claudio & Dania

venerdì 2 marzo 2012

Etica e compromesso: mai vendere la propria anima al diavolo...

Sabato 25/02/2012, al cinema Terminale di Prato, è stato ospite Nichi Vendola, Segretario di Sinistra Ecologia e Libertà.

Nonostante il ritardo di Vendola di oltre un'ora, la riunione è trascorsa senza troppi “apparenti” intoppi. Gli argomenti trattati erano pienamente condivisibili e la folla ha accompagnato con applausi la conferenza.

Tuttavia, l'evento che era stato pubblicizzato come “incontro aperto al dialogo con i giovani di Prato” si è rivelato essere “unilaterale”, e per il pubblico non è stato possibile fare interventi, tranne in due isolati casi durante gli ultimi dieci minuti.

Il pubblico, pieno di ottime intenzioni e di buoni propositi, si è lasciato emozionare mostrandosi un po' “disattento”. Molti infatti hanno trascurato un passaggio di fondamentale importanza nel discorso di Vendola continuando ad applaudire e ad acclamarlo a gran voce, anche nel momento in cui parlava di “compromessi” / “coalizioni”.

In politica non viene data importanza alla parola “coalizione”, le coalizioni vengono considerate normali consuetudini. Il significato di normale è : “ordinario”, “usuale”, ma non necessariamente giusto! Date le statistiche, per esempio, sarebbe da considerarsi normale anche la violenza sulle donne (oltre il 31% delle donne dice di aver subito violenza), eppure non è tollerabile anche se è “usuale”. Così dovremo cominciare a stare più attenti a cosa consideriamo “normale” e quindi tollerabile.

Cosa pensereste di una persona che promette cose meravigliose e poi non le mantiene, ed anzi fa esattamente il contrario?

Vi sentireste ingannati... !

Eppure, in realtà, indirettamente i nostri politici (per es. il suddetto Vendola) comunicano che le loro promesse non saranno mantenute... lo dicono attraverso la parola: “compromesso”.

Compromesso significa: “Cedimento rispetto ai propri principi”.

Questo può essere ammissibile ed utile nelle questioni di poco conto, ma non per problemi puramente etici.

Vendola, tra l'altro, inveisce contro la “sinistra” attuale e fa coalizione con la stessa, parla di ambiente e di ecologia, e poi fa costruire inceneritori in Puglia e impianti fotovoltaici su terreni agricoli.

Guardandosi intorno si vedono persone che soffrono, che non sanno come arrivare a fine mese, e passano la loro vita a lavorare come matti per poter dare alla loro famiglia un “domani”. I burocrati invece vivono nel lusso, ostentano la prosperità, trattano con arroganza le persone che dovrebbero rappresentare... fanno tutto questo nascondendosi dietro alla parola “compromesso”!

Il compromesso sull'etica è quello che solitamente viene chiamato “patto col diavolo”.

E' quindi inutile ascoltare ed applaudire un movimento o un leader che sia disposto al compromesso perché di ciò che promette non sappiamo cosa manterrà! Sarebbe quindi opportuno diffidare dalle coalizioni: i partiti che ne fanno parte sono disposti a vendere l'anima pur di occupare posizioni prestigiose.

Meglio orientarsi su movimenti o partiti virtuosi in cui “l'anima non è in vendita”!


Claudio & Dania

martedì 7 febbraio 2012

La decadenza culturale


Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere una civiltà per considerarsi progredita? Siamo un popolo evoluto?

L'opinione pubblica ritiene spesso che la tecnologia sia un metro di giudizio. In realtà quest'ultima non tiene in considerazione l'aspetto umano, ed è finalisticamente neutra. Può essere infatti adoperata da chiunque.

Come può considerarsi evoluta una civiltà tecnologica organizzata in tirannia? E quale dovrebbe essere il giusto metro di misura?

E' ovvio che la tecnologia non è il metro di misura dell'evoluzione della società. Il metro di misura è la cultura. Per cultura non intendiamo le pure conoscenze teoriche acquisibili con la Scuola o con l'Università. Un laureato, infatti, non è necessariamente culturalmente evoluto.
In un popolo evoluto dovrebbero senz'altro prevalere sentimenti quali: serenità, felicità, libertà, rispetto ed amore.

In questa società prevalgono questi sentimenti?

Non è possibile fare a meno di constatare che gli stati d'animo che attualmente pervadono l'intero pianeta sono: ansia, disperazione, depressione, infelicità, perdita di fiducia nel futuro e soprattutto paura. Ciò che oggigiorno viene ritenuta felicità deriva dalle passioni, dai vizi.
In molti pensano che avere un rapporto sessuale con una bella ragazza, ubriacarsi o comprarsi una macchina nuova possa dare la felicità.

Come si può confondere la vera felicità con il piacere?

La felicità è dell'animo ed il piacere è del corpo. La virtù risiede nell'animo e mai nel corpo, il vizio invece risiede principalmente nel corpo. E' l'ignoranza la nostra peggior nemica.

E' opportuno evidenziare alcune similitudini tra i nostri tempi ed il passato e mostrare che benché oggi sia possibile spostarsi in macchina, vedere la televisione, telefonare a persone lontane, l'evoluzione umana si sia da tempo arrestata.

Accendendo la televisione è possibile constatare che si è aperta una “caccia agli evasori”, così come nel 1200 si aveva la caccia alle streghe (caccia creata, oggi come in passato, dal bisogno di avere un colpevole).

Per difenderci dal nostro nemico, l'Islam (stabilito dai media), abbiamo iniziato guerre contro l'Afghanistan, l'Iraq e la Libia e presto probabilmente le inizieremo con l'Iran; per lo stesso motivo per cui nel Medioevo vennero avviate le crociate.

La solidarietà è ormai scomparsa, ogni cittadino cerca di spogliare l'altro dai propri beni. Accettiamo come normale la presenza di persone che elemosinano, spesso mostrando un certo fastidio.

Ma come si può non offrire un aiuto a chi ha meno di noi?

Il fatto che sia lui ad elemosinare è dovuto solo al caso: se fossimo nati in Togo o in Ghana probabilmente non avremo avuto un destino migliore della persona che mendica.

Tali soggetti, tra l'altro, a causa delle esperienze vissute, sono spesso più ricchi di animo rispetto a tanti di noi.

Se riempiamo la nostra vita di beni materiali come possiamo trovare spazio per la cura del nostro animo?

La felicità si ha nell'animo e non nel corpo. Non è la condizione economica dell'individuo a renderlo felice. “Per molti avere acquisito ricchezze non fu la fine, ma il cambiamento di una condizione miserabile”. Così definì Epicuro l'accumulo di ricchezze, e Seneca ribadì: “E non mi meraviglio, perchè il difetto non sta nelle cose, ma nell'animo stesso. Com'è del tutto indifferente che tu ponga un ammalato in un letto di legno o in uno d'oro – dovunque lo avrai trasportato, egli trasporterà con sé la propria malattia -, così non importa che un animo sofferente venga a trovarsi in mezzo alle ricchezze o nella povertà: il suo male lo segue.”

Nella società attuale è in atto una gigantesca opera di manipolazione attraverso i mass media e l'istruzione che hanno come scopo la fomentazione della paura, la sfiducia, il sentirsi inadeguati (per ogni cosa c'è un esperto, quindi voi non potete esprimere nessun giudizio... dovete chiedere prima al Professorino di turno... ma tutti questi esperti dove ci hanno portato?), e tutto è reso possibile dalla nostra ignoranza. Dovremo elevarci culturalmente così da poter trovare una felicità duratura attraverso la conoscenza di noi stessi. Una volta che avremo raggiunto tale obiettivo sarà impossibile per i tiranni raggiungere i loro scopi.

La situazione degli attuali finanzieri che continuano ad ordire trame contro l'umanità per la loro sete di potere è ben descritta da Epicuro che affermava: "Se uno ha l'impressione che i suoi beni non siano sufficienti, anche se è il padrone del mondo, è tuttavia un miserabile.”


Claudio & Dania